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venerdì 21 ottobre 2005

Caleidocicli musicali
Simmetrie infrante dei suoni


Incontro con Luigi Verdi

 

con ascolto di brani musicali e proiezione di immagini.

Le combinazioni armoniche possono generare andamenti melodici provvisti di un ritmo che scaturisca organicamente da esse?
I compositori hanno spesso avvertito la problematica esigenza di coordinare l’organizzazione 'verticale' dei suoni con quella 'orizzontale', e quindi la necessità ( se è vero che “il ritmo è l’intersezione fra lo spazio e il tempo”) di un qualche processo ritmico unificante, che garantisse la coerenza dello svolgersi spazio-temporale delle proprie architetture sonore.
Applicato alla composizione, un caleidociclo (termine derivato da alcuni procedimenti grafici di M. C. Escher in cui le parti di un oggetto siano copie su scala diversa dell’oggetto stesso) impiega le proprietà verticali degli accordi per regolarne anche lo svolgimento orizzontale. Alla base della logica caleidociclica sta quindi l’idea geometrico-matematica di ricorsività.

Il calcolo razionale, connaturato a questo specifico modo di affrontare la composizione, non resta comunque mai fine a se stesso, proponendosi piuttosto come banco di prova per saggiare la capacità del musicista di passare da un’applicazione meccanica delle regole e delle tecniche a un’altra ben più flessibile, complessa e creativa.


Luigi Verdi ha studiato al Conservatorio G.B.Martini di Bologna e al Conservatorio G.Rossini di Pesaro, diplomandosi in Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro, Strumentazione per banda e Direzione d’orchestra. Ha studiato inoltre Musica jazz e Musica elettronica. Si è perfezionato con Donato Renzetti per la Direzione d’orchestra e Roberto Gabbiani per la Direzione di Coro. Si è laureato in Filosofia presso l’Università di Bologna (1988). Dal 1989 insegna Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione, presso il Conservatorio Statale di Musica ‘A.Buzzolla’ di Adria.

Come compositore ha elaborato una teoria generale del linguaggio musicale post-tonale basata in gran parte sull'uso e la trasformazione delle scale simmetriche, che ha sviluppato in numerosi scritti teorici e composizioni musicali. Sue composizioni sono edite da Agenda e Sinfonica. Come direttore d’orchestra si è dedicato in particolare al repertorio raro e contemporaneo, dirigendo tra l’altro in prima assoluta in tempi moderni L’Abele di Diogenio Bigaglia, e brani del Massias di Stefano Gobatti; nell’ambito della musica contemporanea ha realizzato numerose incisoni discografiche, promuovendo l’attività dei giovani compositori.

Ha collaborato con varie riviste musicali quali Analisi, Bollettino del GATM, Il Carrobbio, Civiltà Musicale, Diastema, Konsequenz, Nuova Rivista Musicale Italiana, Quadrivium, Perspectives of New Music, Slavia. Ha pubblicato numerosi saggi e monografie, fra cui "Aleksandr Skrjabin tra musica e filosofia" (Firenze, Passigli 1990) e "Kandinskij e Skrjabin. Realtà e utopia nella Russia pre-rivoluzionaria" (Lucca, Akademos 1996), interessandosi in particolare dei rapporti fra musica e pittura. Il suo trattato di teoria musicale "Organizzazione delle altezze nello spazio temperato" (Treviso, Diastema 1998) ha affrontato secondo un metodo sistematico lo studio delle varie possibilità combinatorie dei suoni. In “Caleidocicli musicali. Simmetrie infrante dei suoni” (Milano, Rugginenti 2005), ha sviluppato una teoria che impiega le proprietà verticali degli accordi per regolarne anche lo svolgimento orizzontale. Alla base della logica caleidociclica sta l’idea geometrico-matematica di ricorsività. Rappresentati graficamente i caleidocicli danno origine a figure geometriche più o meno complesse. Si tratta di una sorta di divisione regolare dello spazio sonoro: una composizione musicale caleidociclica bene si presta a essere rappresentata da vivaci pannelli multicolori secondo varie tecniche pittoriche e docorative.

Luigi Verdi ha dedicato svariati studi, curato pubblicazioni e allestito mostre sulla storia musicale di Bologna e dei suoi principali protagonisti: fra essi in particolare "La Madama Butterfly nei manoscritti pucciniani dell’Accademia Filarmonica di Bologna" (1996), "Mozart a Bologna, i luoghi, i personaggi e l'esame all'Accademia Filarmonica" (1997), "Rossini a Bologna. Note documentarie" (2000), Le opere di Giuseppe Verdi a Bologna (2001)", "Wagner e il wagnerismo a Bologna" (2002), “Stefano Gobatti. Un protagonista dell’Ottocento musicale bolognese” (2003), "Il Farinelli a Bologna (2003)", “Brahms a Bologna (2004), “Celibidache e Bologna” (2004), “Il fantasma del Farinelli” (2005).

E' stato attivo promotore di manifestazioni ed eventi culturali come consulente di istituzioni quali l'Accademia Filarmonica di Bologna, il Centro italiano di studi skrjabiniani, il Centro Studi Farinelli, la Rassegna internazionale di Composizione "Alfeo Gigli" e l'A.gi.mus di Bologna. Membro onorario della Scriabin Society of America, nell'anno accademico 2002-2003 ha insegnato alla Frostburg State University del Maryland (USA).