Accademie a casa dei tati 2005-2006
 
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giovedì 4 maggio 2006

 

Eleonora Cavallini
presenta
Dialoghi con Leucò
di Cesare Pavese

Una scelta dei dialoghi, tutti incentrati sul mito greco,
più immediatamente riferibili ai poemi omerici.
Un’interpretazione in chiave visuale del testo pavesiano,
in bilico fra antico e moderno, mito classico e contemporaneità.

Integrata da videoclip e da un commento musicale originale

 

 

Eleonora Cavallini è professore ordinario di Letteratura e Civiltà Greca presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna). Si è occupata soprattutto di poesia greca arcaica, ma ha trattato anche alcuni aspetti della storia, della filosofia e del diritto di età ellenistico-romana. E' consulente del Centro Nazionale di Studi sulla Fortuna dell'Antico. Ha tenuto lo scorso anno a casa nostra, un'altra serata intitolata "I Greci al cinema - A proposito di Troy".

La serata - ispirata allo spettacolo realizzato dal gruppo “Krisis” di Venezia e presentato in anteprima a Ravenna il 18 gennaio 2006 - si incentra su una selezione ‘mirata’ di dialoghi tratti dall’opera di Cesare Pavese Dialoghi con Leucò (1947): testo linguisticamente molto intenso, tanto da essere considerato da Gianfranco Contini e da altri come una prosa poetica, vicina a Lavorare stanca.
Fra i ventisette dialoghi contenuti nel libro e tutti incentrati sul mito greco, la scelta è caduta su quelli che, per la loro immediata riferibilità ai poemi omerici, sono apparsi di più facile ricezione da parte del pubblico. Da Bellerofonte, ricordato nell’Iliade come straordinario eroe della generazione passata, si passa così all’eroe più ‘moderno’, Odisseo, e con lui alle figure femminili che tanta parte hanno in Omero così come nell’immaginario pavesiano: Calipso, Circe, Ino Leucotea, Elena. Si passa dal più profondo abisso di fragilità (il maschile/mortale, incarnato da Bellerofonte) al massimo di forza e potenza (il femminile/immortale, personificato da Artemide/Elena, secondo uno schema ricorrente negli scritti di Pavese, fino alla raccolta di poesie Verrà la morte e avrà i tuoi occhi). Nella rappresentazione i dialoghi erano letti dagli attori sul palcoscenico, con una scenografia minimalista se non assente (come nel dramma greco antico), ma affiancando alla performance attoriale alcune videoclip. Ad esempio, il concitato ed enfatico colloquio tra Odisseo e Circe (quale rievocato nel dialogo Le streghe) è reso con un filmato in bianco e nero che allude al cinema muto e ai Kolossal mitologici dell’epoca dannunziana, da La caduta di Troia a Cabiria (opere che Pavese, da cinefilo dilettante, conosceva bene). L’incendio di Troia, conseguenza del rovinoso potere di Elena, è invece reso con un abile gioco di falò ( tratti dalla tradizione contadina piemontese), cui si sovrappongono immagini di cavalli di legno e terracotta appartenenti alla figurativa contemporanea (Ceroli, Palladino). La lettura multimediale dell’opera pavesiana è integrata da un commento musicale originale (basato su percussioni e amplificazione delle voci, e variabile a seconda delle emozioni trasmesse dalla singola performance. La locandina, classica e provocatoria insieme, riassume gli intenti dello spettacolo, che, sulle orme di Pavese, indaga il mito antico senza prescindere dalle sue interpretazioni moderne e perfino postmoderne.