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Venerdì 27 ottobre 2006

La musica nei film di Walt Disney

Incontro con Luigi Verdi

Partecipa alla serata la soprano Paola Matarrese

Le più celebri musiche Disney composte da autori quali
Leigh Harline, Franck Churchill, Oliver Wallace, Mack David e Al Hoffmann, Robert e Richard Sherman, George Bruns, Alan Menken.

 
La musica dei film prodotti da Walt Disney ha avuto una grande influenza sulla cultura musicale popolare, molto maggiore di quanto si pensi. Il grande successo planetario dei film di animazione Disney, successo che si è mantenuto costante nei decenni, rinnovandosi continuamente anche grazie alla diffusione relativamente recente degli Home Video, ha fatto sì che la musica semplice e comunicativa di questi film abbia conosciuto una diffusione senza paragoni nell’ambito della musica di massa. I lungometraggi Disney sono originariamente destinati soprattutto all’infanzia e le loro musiche hanno assunto anche una forte valenza pedagogica e emotivamente coinvolgente, radicandosi profondamente nella memoria musicale di intere generazioni. La mancanza di connotazioni ideologiche ha fatto sì che questi film abbiano trovato consenso in tutti i contesti georgici e in tutti gli strati sociali e culturali, assumendo una connotazione autenticamente popolare. Tuttavia gli autori delle musiche tanto celebri dei film Disney sono rimasti nell’ombra, e i loro nomi sono sconosciuti ai più: si è confermato così il paradosso, tanto frequente, che i nomi degli autori delle musiche più famose e conosciute a livello popolare siano spesso sconosciuti.

Luigi Verdi ha studiato al Conservatorio G.B.Martini di Bologna e al Conservatorio G.Rossini di Pesaro, diplomandosi in Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro, Strumentazione per banda e Direzione d’orchestra. Ha studiato inoltre Musica jazz e Musica elettronica. Si è perfezionato con Donato Renzetti per la Direzione d’orchestra e Roberto Gabbiani per la Direzione di Coro. Si è laureato in Filosofia presso l’Università di Bologna (1988). Dal 1989 insegna Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione, presso il Conservatorio Statale di Musica ‘A.Buzzolla’ di Adria. Come compositore ha elaborato una teoria generale del linguaggio musicale post-tonale basata in gran parte sull'uso e la trasformazione delle scale simmetriche, che ha sviluppato in numerosi scritti teorici e composizioni musicali. Sue composizioni sono edite da Agenda e Sinfonica. Come direttore d’orchestra si è dedicato in particolare al repertorio raro e contemporaneo, dirigendo tra l’altro in prima assoluta in tempi moderni L’Abele di Diogenio Bigaglia, e brani del Massias di Stefano Gobatti; nell’ambito della musica contemporanea ha realizzato numerose incisoni discografiche, promuovendo l’attività dei giovani compositori. Ha collaborato con varie riviste musicali quali Analisi, Bollettino del GATM, Il Carrobbio, Civiltà Musicale, Diastema, Konsequenz, Nuova Rivista Musicale Italiana, Quadrivium, Perspectives of New Music, Slavia. Ha pubblicato numerosi saggi e monografie, fra cui "Aleksandr Skrjabin tra musica e filosofia" (Firenze, Passigli 1990) e "Kandinskij e Skrjabin. Realtà e utopia nella Russia pre-rivoluzionaria" (Lucca, Akademos 1996), interessandosi in particolare dei rapporti fra musica e pittura. Il suo trattato di teoria musicale "Organizzazione delle altezze nello spazio temperato" (Treviso, Diastema 1998) ha affrontato secondo un metodo sistematico lo studio delle varie possibilità combinatorie dei suoni. In “Caleidocicli musicali. Simmetrie infrante dei suoni” (Milano, Rugginenti 2005), ha sviluppato una teoria che impiega le proprietà verticali degli accordi per regolarne anche lo svolgimento orizzontale. Alla base della logica caleidociclica sta l’idea geometrico-matematica di ricorsività. Rappresentati graficamente i caleidocicli danno origine a figure geometriche più o meno complesse. Si tratta di una sorta di divisione regolare dello spazio sonoro: una composizione musicale caleidociclica bene si presta a essere rappresentata da vivaci pannelli multicolori secondo varie tecniche pittoriche e docorative. Luigi Verdi ha dedicato svariati studi, curato pubblicazioni e allestito mostre sulla storia musicale di Bologna e dei suoi principali protagonisti: fra essi in particolare "La Madama Butterfly nei manoscritti pucciniani dell’Accademia Filarmonica di Bologna" (1996), "Mozart a Bologna, i luoghi, i personaggi e l'esame all'Accademia Filarmonica" (1997), "Rossini a Bologna. Note documentarie" (2000), Le opere di Giuseppe Verdi a Bologna (2001)", "Wagner e il wagnerismo a Bologna" (2002), “Stefano Gobatti. Un protagonista dell’Ottocento musicale bolognese” (2003), "Il Farinelli a Bologna (2003)", “Brahms a Bologna (2004), “Celibidache e Bologna” (2004), “Il fantasma del Farinelli” (2005). E' stato attivo promotore di manifestazioni ed eventi culturali come consulente di istituzioni quali l'Accademia Filarmonica di Bologna, il Centro italiano di studi skrjabiniani, il Centro Studi Farinelli, la Rassegna internazionale di Composizione "Alfeo Gigli" e l'A.gi.mus di Bologna. Membro onorario della Scriabin Society of America, nell'anno accademico 2002-2003 ha insegnato alla Frostburg State University del Maryland (USA)